Il prossimo incontro
alle ore 21 da Annalisa e Stefano il 5 dicembre. Come al solito ci ritroviamo sotto casa nostra con chi vuole alle 20.45
Bollettino dal manicomio
Ecco a voi gli elementi usciti dalla discussione su “Veronika decide di morire” (o deve morire come suggerito da alcuni) di Paulo Cohelo. Il matto è solo una persona diversa, non un malato xchè la verità assoluta non esiste e la normalità stessa può essere considerata una pazzia. Un bel messaggio è quello di saper vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, o un miracolo. Ad alcuni ha turbato la scena della masturbazione, altri lo hanno definito un libro da adolescente con concetti scontati, un pò pedante a volte. Qualcuno di è domandato se Veronika alla fine ha imparato qualcosa siccome il suo continuare a vivere è basato su una bugia. Ad ogni modo, il messaggio che ci vuole coraggio a vivere come si desidera senza badare alle aspettative altrui penso sia rimasto impresso ad ognuno di noi.
Il prossimo libro scelto da Annalisa è un thriller di Jeffery Deaver “Lo scheletro che balla”. Ci si ritrova il 5 dicembre alle ore 21
“Veronika decide di morire” di Paulo Cohelo
Veronika, pur avendo una vita normale, non è felice. Ecco perché decide di morire, ingerendo una dose eccessiva di sonniferi. Ma il tentativo fallisce, e Veronika viene internata in una clinica psichiatrica dove il suo cuore ammalato conosce una realtà di cui non sospettava l’esistenza. Il romanzo si ispira a un drammatico episodio della vita dello scrittore quando, nel 1965, a diciotto anni, venne ricoverato in una clinica psichiatrica. Paulo Coelho scrive una profonda riflessione sul tema della normalità e della diversità, trasformando il dramma dell’infelicità nella pienezza dell’accettazione della vita e della sua bellezza.
Bollettino “finale” della stagione 2005-2006
Bella discussione quella a casa di Manuela su un libro che non può non far parlare x la profondità e l’intensità degli argomenti trattati. In generale è piaciuto a tutti, anche se c’è chi ha trovato l’autore a volte pedante, con discorsi da cattedra su come vivere la vita, evitare un lavoro in banca ecc. C’è chi addirittura ha percepito un senso di fallimento e scontentezza tra le righe. Tiziano Terzani è comunque un personaggio straordinario nella forza che ha impiegato al fine di realizzare i propri sogni, a non rimanere schiacciato dal sistema, a Vivere con la V maiuscola. Un libro che sa descrivere i colori e i sapori di popoli non poi così lontani e i sentimenti di ognuno. Ci si immedesima, si sogna di uscire dalla frustrazione di ogni giorno come lui ha fatto. E uno dei messaggi più belli è quello che il mondo si cambia dall’interno dell’individuo.
un bel viaggio….
In questa serata abbiamo anche distribuito diversi premi:
Libro più bello 2005/6 : “Gabriella garofano e cannella” a pari merito con “La fine è il mio inizio”
Libro più brutto: “Treni” (nonostante l’accorato appello di Francesca)
Premio Io c’ero (chi non è mai mancato): Stefano T e Annalisa
Il primo libro del nuovo ciclo 2006/7 è stato proposto da Monica: “Veronica decide di morire” di Paulo Cohelo. Lunedì 23 ottobre ore 21
“La fine è il mio inizio” di Tiziano Terzani
«… e se io e te ci sedessimo ogni giorno per un’ora e tu mi chiedessi le cose che hai sempre voluto chiedermi e io parlassi a ruota libera di tutto quello che mi sta a cuore dalla storia della mia famiglia a quella del grande viaggio della vita?» Con queste parole Tiziano Terzani invita il figlio Folco ad ascoltare il suo ultimo racconto. Nasce così La mia fine è il mio inizio, una biografia parlata in forma di dialogo, ma anche il testamento di un padre che cerca di trasmettere al figlio l’essenza di quello che ha imparato nella vita. L’ultimo libro che il giornalista e scrittore fiorentino ci ha lasciato è l’ultima tappa di un lungo cammino per il mondo alla ricerca della verità, l’ultimo capitolo di un’esistenza ricca di passioni, avvenimenti e d’amore, che si conclude nella serenità di chi è pronto ad affrontare una nuova grande avventura con la consapevolezza di avere vissuto intensamente e di poter trasmettere un’eredità, non solo di fatti e ricordi personali, ma anche e soprattutto di riflessioni, sentimenti e ideali.
Ecco allora che, nel ritiro di montagna all’Orsigna, Tiziano e Folco si siedono sotto un vecchio albero e dialogano della vita passata, delle passioni, dei successi e delle difficoltà del lavoro, della famiglia e dei divertimenti. Terzani racconta momenti della sua vita di cui non aveva mai parlato nei libri precedenti: l’infanzia in un quartiere popolare di Firenze, la povertà della famiglia d’origine, gli studi al liceo, i primi pantaloni lunghi di velluto comprati a rate, l’incontro con la moglie Angela, compagna di tutta una vita, la scoperta dell’amore per i viaggi e per la Cina, gli anni all’Olivetti, il praticantato a Il Giorno di Milano diretto da Italo Pietra. E poi le grandi avventure della sua carriera, che lo ha portato ad attraversare gli eventi della storia, le guerre e i grandi temi politici degli ultimi cinquant’anni: le corrispondenze per Der Spiegel, la guerra in Vietnam, la delusione del comunismo in Cina, l’espulsione dal paese asiatico, l’orrore del futuro visto in Giappone, l’India e il ritiro nell’eremo dell’Himalaya, a cui si alternano i ricordi familiari e personali di viaggi avventurosi in zone proibite, di incontri con spie e di passioni che lo hanno portato a collezionare migliaia di libri, statue tibetane e gabbie piene di uccelli esotici.
Parola dopo parola, ricordo dopo ricordo, con l’inimitabile spontaneità e irriverenza della sua parlata, Tiziano Terzani si rivela, in tutta la sua pienezza e umanità: viaggiatore d’eccezione, giornalista di qualità, testimone delle grandi passioni del proprio tempo, uomo animato dalla curiosità per il diverso e da una profonda e sofferta spiritualità.
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